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Un compleanno da grande

quadro 2 Un compleanno da grande

A quattro anni ha voluto festeggiare il compleanno con l’animazione, i palloncini e Spiderman.
A cinque, festa sportiva con mini partita di calcetto senza regole e senza femmine.
A sei anni, ci siamo ritrovati con un bambino in più.
A sette, mi aspettavo Orlando Bloom e invece c’erano solo pirati e piratesse in versione concentrata, conciati in maniera indicibile per una festa a tema Pirati dei caraibi. Però mi ha chiesto un regalo da grande. E lì, già avrei dovuto capire tutto.
A otto, decorazioni a tema Cars, piste improvvisate per altrettanto improvvisate gare di automobiline, pop corn box e favors pieni di caramelle. (continua…)

Storie di letture, kindle e profumo della carta (parte 1)

100 2733 800x600 Storie di letture, kindle e profumo della carta (parte 1)

Che ve lo avevo detto che ho comprato il Kindle?

Ora che mi ricordo ve l’ho detto appena ottantasette volte su Twitter e  cinquantatrè, anzi no, cinquantaquattro su Facebook. Mi sono fatta millemila paturnie prima di riuscire a scegliere fra il Kindle Paperwhite e il Kobo Glo. Ho ascoltato i vostri consigli, ma metà di voi pendevano per l’uno e l’altra metà per l’altro. Non se ne usciva.
Alla fine ci ho messo qualche mese ma poi ho preso coraggio e ho scelto. Sì, ho scelto il Kindle.
Mentre sceglievo, però, ho accelerato i ritmi di lettura.
Come se volessi fare il pieno di profumo di carta prima di avere in mano quel gioiellino che avrebbe potuto contenere centinaia di ebook in pochi grammi.
Ho anche variegato le tipologie di letture, da Budda a roba geek sui blog.  (continua…)

I compagni di treno sono come i cioccolatini

1365434885662 I compagni di treno sono come i cioccolatiniNon sai mai quello che ti capita (semi cit.). Lo diceva Forrest Gump, lo dicevo nel post dei vicini e lo ribadisco ora.
Nel week end ho un primo treno, venerdì, mi ha portato a Roma per l’elite blogtour (ma poi ne riparliamo); il secondo, domenica, mi ha riportata a casa.

Se consideriamo il fatto che odio quasi tutti i mezzi di trasporto che mi fanno venire voglia di vomitare la cena della festa della maturità, non sono mai ben disposta durante i viaggi. Quelli in treno, poi, essendo di solito più lunghi, mi sfiniscono.  Un po’ perché mi sento male e un po’ perché è l’unico momento in cui sono in uno stato di stand by forzato, chiudo gli occhi e ascolto musica, isolandomi da tutto quello che succede intorno.
Quando, però, viaggio con i bambini devo interrompere, più o meno ogni tre minuti, lo stato di trans. E spesso sono cazzi.
Domenica, durante il viaggio di rientro (Roma-Lecce, 5 ore e mezzo più i tempi supplementari) abbiamo incontrato la moralizzatrice della carrozza 7. E indovinate un po’? Ce l’avevamo seduta accanto!
Yeeeee! Felicità che scorreva a fiumi nel corridoio centrale. (continua…)

Pensavo fosse amore, invece era colite

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E dopo quattro anni sono qui, da blogger a wordpress in 9 settimane e mezzo. Ma senza strip.

Quando ho aperto il blog, quattro anni fa, conoscevo benissimo il mondo dei forum e dei siti web, ma questo tipo di comunicazione mi aveva un po’ stancata. Era come se un po’ mi inibissero. I forum avevano più o meno la stessa cerchia di persone con cui, dopo aver parlato di tutto, ti ritrovavi a non aver più grandi argomenti. I siti, invece, facevano informazione a senso unico e, per quanto utili, inibivano la conversazione. I social? Erano ancora troppo acerbi.

Dei blog, invece, sapevo veramente poco e in generale era una realtà abbastanza nuova quasi per tutti. Solo gli splinderiani erano avanti anni luce rispetto al resto del web.

Pensavo che Bismama sarebbe nato e rimasto su blogger come un contenitore di pensieri, una scatola del tempo che mi avrebbe aiutata ad analizzare i cambiamenti del mio carattere, della mia vita, gli errori, le vittorie. Avrei tenuto traccia dei momenti più importanti grazie a parole scritte a caldo; al contrario, mi sarei ritrovata solo con un pugno di ricordi sbiaditi e sfocati. (continua…)

Ci penso io a te, Baby

20130522 100712 Ci penso io a te, Baby

Ci penso io a spaccarti la faccia.
Ne parlano tutti i giornali, da giorni. Corinna De Cesare le ha scritto una lettera che mi ha fatto riflettere e in cui, ha espresso tutti i miei pensieri.

Rosaria, probabilmente pensa siano tutti degli insensibili che non capiscono l’amore che la lega a lui.
A quel lui che l’ha ridotta in fin di vita, a quel lui che ricambia il suo amore con i pugni, a quel lui che sa amare solo con la violenza. Un uomo con cui ha deciso di fare un figlio.

Credo che il problema non sia lei. Tutti la condannano ma credo pensi di essere un’eroina che, con l’amore, può salvarlo da se stesso. Da tutta quella rabbia che ha sfogato su un pungiball umano. (continua…)

Fuori i piedi: pediluvio e scrub

 Fuori i piedi: pediluvio e scrub

Durante l’inverno io trascuro i miei piedi. Per questo sono una cattiva persona. Me ne rendo conto.
Anche se ci passo sopra lo scrub e la crema per il corpo quando faccio la doccia, non è come dedicargli del tempo per un trattamento specifico. Non è come fare una pedicure.
Così iniziano a perdere morbidezza, in alcuni punti la pelle inizia ad ispessirsi e i talloni diventano inguardabili.

Odio vedere dei sandali bellissimi, magari gioiello, indossati da piedi non curati. È come mettere un vestito di Valentino su Floriana del Grande Fratello. Per dire. (continua…)

Quella volta che ho duettato con Adele

Ero al pc a scrivere, nel mio studio.
Lui è entrato e smanettava con il cellulare. Come al solito.
Si è messo dietro di me e, facendomi un massaggio alla schiena ha fatto finta di leggere cosa stessi scrivendo.
Mi sono fermata, ho acceso Spotify e mentre lui leggeva e aspettavo che mi desse un parere, cantavo. Cantavo Skyfall di Adele.
La canzone finisce. Lui finisce di leggere.
L’infingardo (per non dire Lo Stronzo!) se n’è andato dandomi un bacio. Il bacio di Giuda. (continua…)

Oggi non sono una persona positiva

Senza+titolo 1 Oggi non sono una persona positiva

Avete presente quando vivete quei momenti in cui pensate di poter salvare il mondo da qualsiasi piaga? Anche dalle doppie punte, dai peli superflui, dalla candida, da chi si fa le lampade prima di andare al mare, da chi usa ombretti di dubbio gusto, dalla ceretta inguinale, da chi sostituisce i libri con i telefilm, da quelli che “fa caldo oggi eh?”, dall’insostenibile leggerezza del non essere e da qualsiasi cosa minacci le nostre esistenze e la tranquillità della popolazione tutta?
Insomma, quando vi sentite delle eroine senza eguali, fighe e incredibilmente fortunate? Come se qualcuno avesse cliccato per voi sul “mi sento fortunato” della vita. Fuori da google.
Ecco, io non mi sento mai così. O forse mi ci sento solo nell’esatto momento in cui raggiungo un obiettivo che mi ero posta. Di solito capita che quei momenti siano densi di divismo e autostima. Vorrei uscire sul balcone, fare un saluto alla folla che è giù (perché la folla è ovvio che ci sia, non chiedetemi il perché altrimenti non siete stati attenti finora) e urlare a reti unificate che “se io ce l’ho fatta, anche tu puoi farcela e che tutto il mondo può farcela… (continua…)

Qualcosa per cui farsi perdonare

vivo+e+amo Qualcosa per cui farsi perdonareMi piace passeggiare al tramonto, a piedi nudi sulla sabbia.

Mi piace il sole che fa brillare i colori.
Mi piace il cielo azzurro.
Mi piace il vento.
Mi piace la pioggia che ti schiaffeggia le guance.
Mi piace svegliarmi con calma aprendo gli occhi e il sorriso.
Mi piace Lui che ogni tanto – anche dopo 17 anni insieme – mi porta la colazione a letto svegliandomi con baci, carezze e parole sussurrate. Qualcosa di banalmente normale no?
Se c’è amore è un comportamento piuttosto convenzionale ma così speciale nella sua semplicità.
Eppure c’è ancora chi mette in dubbio i gesti affettuosi che un uomo può fare.
È successo su Twitter e succede anche face to face.
Dopo aver letto questo tweet, infatti ho sorriso. Poi quel sorriso si è spento e ho pensato a tutte quelle volte in cui è stata messa in dubbio la di Lui gentilezza.
Lui che al ristorante mi sposta la sedia, mi leva il cappotto e lo appende, taglia la mia pizza prima della sua, mi regala i fiori anche senza ricorrenza. Lui che mi coccola così come io coccolo lui. Lui che mi desidera così come io desidero lui.

(continua…)

Vivere #senzamacchiasenzapaura

Post sponsorizzato da Eucerin

Non permettere a nessuno di dirti che non riuscirai a fare una cosa. Se hai un sogno inseguilo. Se vuoi una cosa vai e prenditela. Punto. (cit. G. Muccino)

Non cito mai Muccino, non è  fra i miei registi preferiti, ma in questa frase è racchiusa tutta la mia filosofia di vita. Faccio parte di quella categorie di persone che in ambito lavorativo vengono definite proattive. Sembra quasi una malattia e forse lo è.
Penso alla proattività come all’incapacità di stare lì ad aspettare che le opportunità ti piovano addosso. Cercare di rendersi utili a noi stessi costruendo momenti di ricerca della felicità; mettendo un mattoncino sopra l’altro proprio come faremmo con i Lego: una torre altissima che ci permetterà di sfiorare il cielo con un dito. Il mio attuale lavoro ne è la prova.
Vivere (non solo lavorare) facendo quello che ti piace fare è il sogno di molte persone, io sono fortunata per essere riuscita a realizzarlo. Ma penso che ci siano moltissime altre persone che possano farcela, a volte basta solo volerlo. (continua…)